
Mio padre aveva un sogno comune
condiviso dalla sua generazione…
(Storie di ieri - F. De André)
E’ triste pensare che non esista tra i tanti uomini della politica e della cultura un sogno e un progetto sociale capaci di guardare al futuro con rinnovata speranza, lasciando alle spalle storture e macerie; magari non facile da realizzare, che sappia contenere ideali di bellezza e di giustizia, a lungo calpestati, riscattando la rabbia e l’adrenalina versati sulla cronaca miserrima di ogni giorno, con estenuanti discorsi, convegni, tribune, manifestazioni.
Le strade di Padova, nottetempo, respiri
Edifici e pietre respirano – attraversano;
l’aria tardo autunnale delle strade
cittadine – umidità affuligginata.
Sotto i colonnati portici e sulla
piazza di qua e là irregolari
sampietrini – frettolosa quiete, fin
sulla gradinata – ed inquietudine.
Compagnia fluida e fusa di
gangli ed entangli, leggére
menti – alta piena ebbrezza.
Comunanza di vedute, ironia.
dominante – autoironia. Respirando
dentro e fuori gli uni degli altri
le dense essudate sillogi
d’eterei fonemi e fumi. Riflessi,
riverberati suoni, replicati
argomenti – smussati, malleati
buoni –mentre le strade sono
percorse ancora una volta in
una tarda brumata – quasi
britannica – sera di novembre.
Si scuote la città e freme nelle nostre
intersezioni vocali ed onniavvolgenti,
pervasive suadenti corporee
esalazioni, intense –
intese o meno.

canto della mamma bambina
Fare la mamma, essere la ninnananna, stare senza senza,
morire morire morire come una qualsiasi fatica.
I
La cuffietta intorno al viso; un fagotto sui gradini
della stanza grande come una forma di lardo,
unico flash della mamma-bambina senza denti né pianto.
Dietro la porta la madre si quieta vegliata dal grufolo caldo, il battito
dentro le cestole; i segni contano le vene.
Madre nera madre troppo
fragile per i boschi per le mele cotogne le primule a novembre
madre dei soffioni senza campo.
Il padre è un peduncolo, grande come il baco
che abita la mummia. Migra dalla pancia all’osso.
Succhia. Geme. E’ un grugnito.
Tagliati a metà, l’uomo e la sua terra, il verro e la sua donna, nel tempo perdonato
della mietitura, crescono la mamma-bambina.
Sul quotidiano La Nuova Sardegna di ieri si legge, a firma di Piero Mannironi, di una strategia governativa segreta volta a costruire le centrali nucleari in zone militarmente protette, attraverso una serie di accorti passaggi normativi inapparenti anche agli addetti ai lavori, volti a evitare polemiche e, soprattutto, nella fase attuativa, l'intervento degli enti locali, dei cittadini e degli organi di stampa, impossibilitati ad accedere e verificare ictu oculi la presenza delle centrali e i loro possibili futuri incidenti. Questa scelta, una delle tante contrarie alla volontà reale dei cittadini (ricordiamo il referendum abrogativo del 1988), conferma la scaltrezza diabolica di questo governo, pertinacemente volto a perseguire l'interesse di uno o di pochi a scapito dei molti. Enormi, in questo caso, gli interessi economici in gioco. Vi invito a leggere con attenzione questo articolo, che indica una minaccia concreta soprattutto per la Sardegna:
E’ pubblicato il bando di partecipazione alla ottava edizione del Premio “David Maria Turoldo”. L’edizione di quest’anno prevede importanti novità per i partecipanti:
a) La possibilità di inviare una nota di presentazione dei propri testi;
b) La possibilità di inserire la recitazione dei testi medesimi in formato audio o video, che la segreteria del premio si farà carico di convertire in formato MP3 se l’autore non lo sa fare da solo. La segreteria provvede anche al montaggio e alla conversione di formati video.
c) La possibilità di ricevere note critiche da parte dei lettori
Quanto sopra, oltre ad importanti meccanismi di trasparenza che si potranno leggere sul bando, caratterizza il Turoldo come uno dei concorsi più trasparenti, più aperti e più partecipativi fra i premi letterari italiani, con giurie esclusivamente composte da poeti o da critici che hanno premiato, nelle passate edizioni, artisti di indubbio talento.
L’introduzione dell’audio e del video in questa edizione, intende avvicinare di più chi scrive a chi apprezza la poesia; siamo infatti convinti che la poesia debba tornare alla forma orale, che ci sembra più comunicativa e più fedele alla sua natura oltre che alle sue origini. Internet ci fornisce la tecnologia adatta allo scopo e quindi ci sembra importante tentare questa possibilità per il bene, crediamo, della poesia stessa.
I premi in palio ammontano a 1000 € (primo premio) e 400 € (primo premio under 25).
Il premio Turoldo non riceve sponsorizzazioni e il ricavato, escludendo le quote premio, viene interamente devoluto a fini sociali.
Noi che tendiamo le orecchie e sgraniamo gli occhi
ogni giorno non al mondo com’è ma a parole
e immagini strappate come foglie da un paesaggio
per farne poi altra cosa per noi,
solo per noi, continuando a chiamarla il “paesaggio”,
invece che puzzle ingannevole;
noi che sediamo fiduciosi davanti
a un trompe l’oeil brulicante di pulci
senza domandarci cosa non va
oltre le pareti in cui viviamo,
se si può fare di meglio e come, a iniziare da noi,
come comportarci se chi governa
lo fa per suo interesse e di chi lo sostiene
senza guardare regole e saggezza
costate sangue e fatiche di millenni.
PROGRAMMA III EDIZIONE OTTOBREinPOESIA 2009
FESTIVAL PATROCINATO DA:
Presidenza della Repubblica Italiana - Ministero dei Beni ed Attività Culturali - Ministero Gioventù
Comune di Sassari - Regione Sardegna - Provincia di Sassari
Facoltà di Lettere e Filosofia
Organizzazione: POP (Progetto OTTOBREinPOESIA) - COMUNE DI SASSARI - ARTS TRIBU
con la collaborazione di : MESSAGGERIE SARDE
Ideazione e Direzione Artistica: Leonardo Omar Onida
VENERDI 16 Ottobre
MATTINO Anfiteatro Facoltà di Lettere e Filosofia
11:00 – 13:00 - Dalla KIRGHISIA al BALLO DEGLI INVISIBILI
(i due libri capolavoro dell'artista)
Incontro con SILVANO AGOSTI
Introduce ALDO MARIA MORACE
Dialogando con LEONARDO OMAR ONIDA
POMERIGGIO – EX’MA (TISSI)
17:00 - POETESSE DAL MONDO
Sardegna, Marocco, Iran: Incontro con ASMA GHERIB, ELNAZ REZAEI GHALECHI
Curatrice TIZIANA MARRANCI (Messaggerie Sarde)
Coordinamento a cura dell’ASSOCIAZIONE NOI DONNE 2005: moderatrice Mariella Masoni
Intervento di LUCIA COCCO, Sindaco di Tissi
Un dibattito che si propone come apertura, al di là delle celebrazioni di maniera, in cui le voci di Donne artiste nel mondo risuoneranno alte in una “periferia” che diviene “centro” di culture. Perché le periferie non esistono e la Poesia è sempre Centro di qualcosa.
NOTTE - TEATRO CIVICO
21:00 - Perform'Art : Con CHIARA DAINO
21:30 - DALL’IMPOTENZA ALLA CREATIVITA’
Seminario Di e Con SILVANO AGOSTI
Un percorso utile a tutti in un contesto sociale come il contemporaneo, che sembra ispirarsi alla negazione dell’essere umano.
SI PUO' PARTECIPARE AL SEMINARIO IN DUE MODI:
- PORTANDO CON SE UN FIORE NON COMPRATO
- VERSANDO UNA QUOTA di 1000,00 € !!
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. (Art. 21 Cost.)
La parola è suono, la parola è ritmo, la parola è sguardo, la parola è storia, la parola è stato d’animo, e può esprimere verità o menzogna, bellezza o abbrutimento, nobiltà o volgarità, originalità o omologazione, intelligenza o stupidità. La parola sancisce l’unicità e l’irripetibilità di una vita. E’ un diritto che nessuno può toglierci, perché è voce che esce dal grembo della terra, dal diaframma del nulla, è, insomma, diritto stesso alla vita; né può accettarsi che venga tolta, la parola, a chi assume il compito di informarci a rischio talvolta della propria esistenza, del posto di lavoro, del buio di verità per tutti coloro che non possono andare a cercarsele da soli, le informazioni;
“Ogni opera è un pezzo di mondo, un tessuto di relazioni e domande che diventa testo”, premette Giorgio Morale alle sue parole di ringraziamento che completano il volume. Parole che chiariscono, certo, il canone prescelto e le ragioni del suo scrivere, ma che paiono soprattutto confermare, a lettura ultimata dell’opera, la sua distanza dalla moltissima narrativa destinata all’intrattenimento e al successo di pubblico, piuttosto che rispondere ad un’urgenza espressiva e testimoniale. Sono uno di quei lettori che non leggono per passare il tempo ma per apprendere, possibilmente, qualcosa, cercando in una storia bellezza, originalità, acutezza di sguardo sul mondo e sull’uomo.
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